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Sabato 29 novembre scende in piazza, in tutta Italia, l’altra metà dell’Onda.

A Roma, in Piazza Bocca della verità, dalle ore 10, il Coordinamento Genitori-Insegnanti “Non rubateci il futuro” invita genitori, studenti ed insegnanti a manifestare contro:

  • la privatizzazione delle scuole e dell’università
  • l’istituzione delle classi-ponte
  • il maestro unico
  • la riduzione degli orari nelle scuole Medie e Superiori
  • l’aumento del numeri di alunni per classe
  • la mancata assunzione dei precari
Scarica il volantino

La testimonianza di Curzio Maltese, che era presente a Piazza Navona. Tornerò sull’argomento perché mi sembra doveroso.

Dopo la manifestazione di sabato avevamo bisogno di fare qualcosa di più entusiasmante. Abbiamo così deciso di andare all’Università, dove gli studenti e i ricercatori in lotta avevano organizzato delle lezioni per i più piccoli. Abbiamo passato una bellissima mattinata con tanta bella gente (tra gli altri, ho incontrato Chiara, una mia ex alunna e ora studentessa di matematica). Qui l’”Onda” si sente eccome. Berlusconi e Gelmini, dovreste provare, sareste certamente accolti come meritate!

Ho pubblicato una galleria fotografica.

Quando qualcuno chiama a manifestare contro il governo Berlusconi non riesco a sottrarmi; perfino se a farlo è Veltroni, col quale condivido ben poco. Sono andato anche io alla manifestazione del PD, insieme a mia moglie e ai miei figli. Siamo andati per senso del dovere, un po’ controvoglia e certamente senza entusiasmo. A quanto pare, però, non eravamo gli unici…

 

Senza entusiasmo

Senza entusiasmo

 

 

 

Leggo in questo articolo che il ministro Gelmini non comprende le ragioni dello sciopero indetto dai sindacati per il prossimo 30 ottobre (in aggiunta a quello già indetto da tempo dai Cobas previsto per venerdì prossimo). In un certo senso bisogna capirla, non si può chiedere molto alla sua intelligenza, altrimenti non avrebbe avuto bisogno di un trucchetto per superare l’esame da avvocato.

Proverò a superarmi, tenterò l’impossibile, far capire al ministro le ragioni del mio sciopero. Lo so, è difficile, però è mio dovere tentare.

Ministro Gelmini, io sciopererò perché la sua non è una riforma, è un massacro.

  • Perché non è possibile fare riforme senza interpellare i diretti interessati
  • perché la qualità dell’istruzione non può migliorare riducendo il tempo a scuola e aumentando il numero di alunni per classe
  • perché il suo governo attacca la scuola pubblica per favorire i privati
  • perché gli insegnanti non possono essere sostituiti con le lavagne elettroniche (lo sa dove se le può mettere quelle lavagne? Sì che lo sa…)
  • perché risparmiare sull’istruzione è una bestemmia

Ci sarebbero poi motivi squisitamente politici: il suo è un governo che puzza di fascismo e corruzione da cima a fondo; un governo che semina la paura e l’odio nei confronti degli immigrati (quelli che voi continuate a chiamare clandestini). Un governo che disprezza la costituzione e la partecipazione democratica. Un governo che vorrebbe fare carta straccia dei diritti dei lavoratori (Alitalia dice niente?), che insegue un modello autoritario, che manifesta ogni giorno la sua intolleranza verso le istituzioni democratiche.
Contro un governo del genere è legittima ogni forma di lotta, si figuri che per me lo sciopero è il minimo…